Le politiche di investimento del Gruppo perseguono, in un’ottica di medio lungo termine, l’impegno di coniugare gli obiettivi economici e di redditività con quelli di natura sociale, ambientale e di governance (approccio ESG – Environmental, Social and Governance), tramite la valutazione dei singoli investimenti.

Unipol, in coerenza con la propria adesione agli UN PRI, ha definito delle “Linee guida per l’indirizzo dell’attività di investimento con riferimento agli investimenti responsabili (“INVESTMENT POLICY SRI”)”, approvate dal CdA nel dicembre 2019 come allegato alla Politica in materia di Investimenti.

Le Linee Guida stabiliscono gli obiettivi e gli approcci del Gruppo in materia di identificazione e gestione dei rischi riferiti ai fattori ESG e di supporto finanziario allo sviluppo sostenibile, come delineato dalla Commissione Europea nell’Action Plan “Financing Sustainable Growth” pubblicato a marzo 2018. Le Linee guida indirizzano l’attività di investimento di tutte le asset class (azioni, obbligazioni corporate e obbligazioni governative, emittenti sovranazionali) promuovendo: 

  1. l’integrazione dei fattori ESG nei criteri di selezione degli emittenti e di gestione degli investimenti;
  2. gli investimenti tematici, attraverso i quali il Gruppo possa svolgere un ruolo attivo nel contribuire a mitigare i problemi ambientali o sociali quali le sfide del cambiamento climatico, l'esaurimento delle risorse, le disuguaglianze economiche e sociali;
  3. l’adozione di principi ESG da parte dell’industria finanziaria.

IL RUOLO DEI FATTORI ESG NELLA DEFINIZIONE DELLE SCELTE DI INVESTIMENTO

L’integrazione di criteri ESG nel processo di investimento avviene, secondo l’approccio adottato da Unipol, selezionando imprese e Paesi in cui investire sulla base di fattori di sostenibilità, con il supporto di un’agenzia specializzata nell’assegnazione di rating ESG e costruzione di indici di sostenibilità. Per le imprese, in particolare, si considerano i seguenti elementi:

  • Ambiente: presenza di una strategia e di una politica di gestione ambientale che tenga in considerazione l’impatto ambientale dei propri processi produttivi;
  • Società: qualità delle relazioni instaurate tra l’impresa e tutti i suoi stakeholder;
  • Governance: struttura organizzativa, posizionamento di mercato, situazione regolamentare e politica dei Paesi nei quali l’impresa opera.

Per quanto riguarda gli Emittenti, l’Investment Policy SRI prevede che vengano esclusi gli investimenti in Società che, nello svolgimento della loro attività principale, siano coinvolte in:

  • violazione dei diritti umani e dei lavoratori;
  • produzione di armi non convenzionali;
  • gioco d’azzardo;
  • sfruttamento delle risorse naturali che non tenga nel dovuto conto i relativi impatti ambientali;
  • utilizzo sistematico della corruzione nella gestione del business.

Nell’ambito degli investimenti in titoli governativi, con riferimento ai Paesi emittenti sono tenuti in considerazione i seguenti elementi:

  • Ambiente: ratifica delle principali convenzioni in materia di tutela ambientale;
  • Società: ratifica delle principali convenzioni in materia di rispetto dei Diritti dell’Uomo e dei Diritti dei Lavoratori;
  • Governance: valutazione del contesto istituzionale del Paese in termini di presenza di istituzioni democratiche, libertà economica, livello di corruzione.

Sono considerati ad alto rischio ESG i Paesi che, attraverso lo studio di una serie di indicatori, dimostrino un insufficiente grado di adesione ai principi definiti dalle Nazioni Unite nello UN Global Compact.

I criteri sopra descritti sono applicati a circa 48 miliardi di euro, corrispondenti all’86,3% degli assett in gestione (diretta e indiretta). A fine 2018 , la percentuale degli investimenti che soddisfa i criteri dello screening è del 98,2%.

Con riferimento agli impatti del cambiamento climatico il Gruppo ha definito evoluzioni nella strategia di investimento responsabile che si declinano nelle seguenti azioni:

  • supportare, attraverso investimenti responsabili, la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio. A tal fine si valutano gli investimenti in diverse classi di attività con l’obiettivo di contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2;
  • effettuare esclusioni selettive: riconoscendo l'impatto particolarmente nocivo dell’utilizzo del carbone come fonte termica sul clima, il Gruppo esclude a priori dai nuovi investimenti gli investimenti in Società legate alla estrazione / generazione di energia elettrica da carbone termico.

INVESTIMENTI TEMATICI E AD IMPATTO

Gli investimenti alternativi (tematici e ad impatto) insistono su aree o attività legate allo sviluppo della sostenibilità, e si focalizzano su uno o più temi ESG.

Una quota del portafoglio del Gruppo è dedicata allo sviluppo di investimenti tematici a supporto del raggiungimento dell’Agenda 2030. Il Gruppo Unipol ritiene l’investimento tematico un’opportunità che consente di indirizzare risorse finanziarie verso un target sociale o ambientale, con il vantaggio di poter misurare il risultato raggiunto.

Per la selezione e rendicontazione di questi investimenti alternativi è stata sviluppata una due diligence metodologica che prevede, oltre alle consuete analisi finanziarie l'analisi di criteri socio-ambientali e di governance (ESG), rivisti ed aggiornati costantemente e la mappatura dei rischi non finanziari che possono avere un impatto reputazionale.

Gli investimenti tematici e ad impatto sono oggetto di uno specifico obiettivo del Piano Strategico 2019–2021 del Gruppo Unipol; nello specifico, Unipol si impegna a incrementare tali investimenti dell’83% nel triennio, passando dai 326 milioni del 2018 a 600 milioni nel 2021.