In collaborazione con Censis, Unipol ha proposto pubblicamente una riflessione sulla necessità di rivedere gli schemi pubblico-privati negli interventi di welfare ritendendo che nuove forme di collaborazione e condivisione strategica tra governi e imprese possano innescare un circolo virtuoso: con i privati chiamati non più a realizzare quasi in outsourcing le decisioni assunte dal pubblico ma con un approccio nuovo che veda pubblico e privato da subito insieme nel rispondere alle grandi sfide globali e locali. Una collaborazione, dunque, che superi la tradizionale partnership di esecuzione per prediligere una partnership di soluzioni.

In occasione del convegno del 2016 “White economy: innovazione e crescita” promosso da Unipol, si sono confrontati decisori istituzionali, amministratori, aziende ed esperti attorno alle potenzialità della White Economy (la filiera dei servizi socio-sanitari e assistenziali), intesa quale motore di sviluppo per la crescita nazionale.

L’obiettivo emerso dall’incontro è ridurre l’attuale 53% di spesa pubblica assorbita da sanità, pensioni e assistenza attraverso investimenti sull’integrazione pubblico-privato  e nella White Economy per garantire crescita e sviluppo al sistema Paese.

Unipol, forte di un’esperienza di oltre 50 anni di attività, intende mettere a disposizione della Pubblica Amministrazione le proprie conoscenze tecniche per la realizzazione di nuovi modelli di welfare e di una migliore offerta di tutela ai cittadini e una maggiore sostenibilità, anche economica, del sistema.

Stesso approccio è stato adottato nell’ambito degli eventi catastrofali o all’emergente tema della Cybersecurity: resilienza del territorio e sicurezza delle reti sono elementi infrastrutturali fondamentali dove vi è altrettanta necessità di nuove collaborazioni pubblico-privato per garantire e tutelare la collettività.